Saggi o critico dell'opera del maestro Angelo Cottone
a cura del dottor Antonio Magrì, storico e critico d’arte
L’uomo-artista.
Nella mitologia latina esiste un dio del fuoco, che lavorava i metalli. Il suo nome è Vulcano, che poi è per noi oggi una figura semantica, una metonimia, in cui il contenente sta per il contenuto, cioè, in questo caso, il vulcano per il suo abitante. E questo ce lo spiega benissimo in uno dei suoi dipinti uno dei più bravi artisti mai esistiti, Diego Velazquez, che nel suo Apollo nella fucina di Vulcano ha raffigurato quest’ultimo mentre lui con i suoi aiutanti sono ancora alle prese con i ferri del mestiere.
Ora, se c’è un vulcano che può ricordarci al meglio l’immagine di questo dio in fermento di idee da buttare giù o fuori da sé, alla maniera del pittore spagnolo, questo di sicuro è l’Etna. Ovvero il vulcano alle pendici del quale lo scultore Angelo Cottone è nato, come lui stesso ama ripetere in una sua poesia (La mia Terra), ed il quale è infatti originario di Adrano.
E guarda caso, la fucina più importante di Vulcano, fra tutte quelle che aveva in Sicilia, era proprio l’Etna. Io è così che mi immagino Angelo Cottone, mentre nella sua fucina, intento come un alchimista a forgiare e fondere con la sua tempra i metalli, è – proprio come si dice – un vulcano di idee.
Lo stile
Ma perché piace l’arte di Angelo Cottone? Il motivo fondamentale risiede nel fatto che sia l’uomo che l’artista appartengono in toto all’età contemporanea, o, per meglio intenderci, perché, vivendo nell’epoca post-moderna, ha assimilato e, come la maggior parte di noi, condivide (nel senso di condivisione e non per forza di assentire) le forze, le energie che ha prodotto la società di questo inizio millennio e del secolo scorso come noi la conosciamo, e, viceversa, che la società, dopo averle scoperte, ha sfruttato.
Mi riferisco in particolare all’energia elettrica, che condiziona le generazioni da centosessanta anni a questa parte, quando fu gettato il primo cavo transoceanico ed iniziò l’era della civiltà elettrica e di tutta una nuova epistemologia. Ed è infatti da allora che tutte le categorie di uomini, ma soprattutto gli artisti, possono dirsi omologhi a quelle forze, e che continuano ad ereditare, come un imprinting, e trasferiscono sulle loro azioni, proiettandole nelle tracce che poi lasciano di se’, quali che esse siano. Si ricorderà come i futuristi erano ossessionati dalla velocità, e come gli altri movimenti artistici del novecento lo furono ognuno per altre caratteristiche prodotte dalla forza della nuova civiltà!
Così fa Angelo Cottone con le sue opere, nelle sue opere, sulle quali trasferisce quell’eredità, ma naturalmente modulata secondo un modo pur sempre unico e personale di sentire la contemporaneità, che dà alla luce quello che poi è, appunto, il suo stile personale, per il quale ognuno di noi può riconoscerlo.
Si può dire infatti che la sua arte, o, per lo meno, il suo gesto è di natura elettromorfa, figlio com’è, nolente o volente, delle teorie e sperimentazioni einsteniane, della psicologia freudiana, del telefono, della radio e di internet, della velocità che disintegra il tempo e ci fa comunicare in un baleno, cioè della velocità della luce, grazie alla quale interagiamo da un capo all’altro del mondo in un istante, nell’annullamento degli spazi personali che quella velocità produce per uno invece comune.
Così, di qualsiasi categoria di sculture si tratti, che siano cioè in vetroresina, in bronzo, in peltro, in ferro,o nel materiale con cui si presenta all’esposizione di Taormina, la ceramica, si nota il segno deciso sebbene delicato (etereo) del suo fare, per così dire, non propriamente espressionista ma nemmeno poi tanto impressionista. Come del resto, l’immagine è lavorata secondo dettami che non astraggono (nel senso di estrarre, di lavorare togliendo) troppo e nemmeno eccedono nei particolari.
Inoltre, lo si vede raffigurare scorci che richiedono la conoscenza del principio della piramide rovesciata, la prospettiva, ma applicata, come direbbe Renato Barilli, “alla chetichella”, ma solo perché c’è un istinto che lo porta ormai a considerare di non lavorare ipotatticamente, bensì per piani paralleli, paratatticamente, affinché, ecco, la comunicazione del messaggio, dell’emozione attraverso quell’immagine sia più immediata possibile. E per questo, come ad esempio nelle sculture in vetroresina, anche grazie ad una sorta di coscienza fiamminga, Angelo Cottone lavora luministicamente in aggetto, cioè adoperando i giochi d’incidenza delle luci per portare l’immagine verso fuori.
Poi, non è un caso, ma forse un destino dettato da questo istinto contemporaneo, se per gran parte delle sue opere anziché alla scultura a tutto tondo, quella largamente intesa dai non addetti ai lavori, si deve pensare piuttosto alla scultura in rilievo, proprio come quella praticata da Donatello, che a sua volta aveva tratto ispirazione dalle lastre tombali, dai sarcofagi e dalle colonne romane, dove la figura veniva fuori da una superficie e non era invece lavorata verso la profondità. E’ lo stesso trattamento che subiscono le immagini con i linguaggi e i mezzi contemporanei, quali la pubblicità cartellonistica e non, la tv, internet, il cinema (soprattutto quello d’animazione), ecc., dove vengono fuori per “far senso” o “gola”.
Anche i titoli che spesso Angelo Cottone assegna alle proprie opere non fanno riferimento a temi spensierati di artista che lavora en plein air, bensì sono simbolici, alludendo spesso a sentimenti o ideali che fanno riferimento alle forze introspettive dell’artista, il quale tra l’altro usa spesso sintetizzare l’immagine allo stretto necessario, all’uso del bozzetto, proprio perché, come lui stesso dice, “se basta un segno a descrivere il tuo pensiero, non serve fare il secondo”.
Taormina, settembre 2005 - dott. Antonio Magrì
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Saggio critico di Giuseppe Nasillo
(critico d’arte e direttore editoriale della rivista “Percorsi d’Oggi”)
Angelo Cottone, oltre ché una nobile e nobilitante finalità di arricchimento spirituale, Angelo Cottone conferisce all'arte e nel suo caso specifico alla scultura una pluralità di valenze che vanno dalle tematiche sociali e umanitarie, nel senso filantropico del termine, a quelle religiose e simboliche proponendo lavori che vengono trattati con materiale diverso ed opportunamente scelto: ferro, ceramica, bronzo, peltro, rame, vetro, resina, pietra, cemento ed altro. Muovendosi sulla scia di assunti parametrici che fondono etica ed estetica.
Cottone prodiga nelle sue esecuzioni a plasticità polivalente, che spaziano dal tutto tondo allo sbalzo, dalla figura singola al gruppo statuario, quello che è il suo credo esistenziale con l'occhio e con l'anima costantemente rivolti a cogliere i contrassegni di interiorità dell'immagine che ha in mente e che guadagna progressivamente forma a mano a mano che la sua azione creatrice concretizza in visione empirica ciò che all'inizio è pura idea in fieri. lo scultore siciliano si muove su una
planimetria espressiva dove acquistano armonica modellazione soggetti religiosi con la ricorrente presenza del Figlio di Dio (suggestivo è il Cristo Risorto allocato nella chiesa di San Giuseppe a Rivalta Torinese nella frazione Prabernasca), vaporosi corpi di giovani danzatrici guizzanti in atmosfere sgravate di ogni contingenza terrena, angoli di borghi e paesi
con vie, piazze, chiese o evocazioni memoriali della nativa mediterraneità isolana, come quelle del teatro di Taormina, scene intimistiche o momenti di affettuose confidenze, sino a pagine di pronunciato coinvolgimento sociale, alcune cariche di incidente attualità, quali il fenomeno dell'immigrazione, l'incomunicabilità, la solitudine, la sofferenza cui egli offre l'antidoto salvifico della solidarietà, della fratellanza, della comprensione dell'amore, in ossequio all'affermazione terenziana Homo, sum, nihil humani a me alienum puto (ossia “Sono un uomo e tutto ciò che riguarda gli altri uomini riguarda anche me”), fatta pronunciare da uno dei personaggi di Heautontimorumenos.
Giuseppe Nasillo, Torino, giugno 2006
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ARTISTI DEL NOSTRO TEMPO
Saggio Critico all’operato dello scultore Angelo Cottone, a cura dell’acc. Aldo Albani, critico d’arte.
L'evoluzione Scultorea dell'invenzione Creativa
Stiamo ormai percorrendo un arduo ed impervio tragitto esistenziale, fortemente caratterizzato dal vertiginoso progresso tecnologico, i mitici e supremi Ideali che fecero nel tempo la grandezza dell'uomo, sono stati sconfitti e superati dal nuovo accecante idolo del più Sfrontato consumismo.
L'antico Umanesimo, il confronto palese con la Natura e I' intima riflessione con il proprio io, stanno letteralmente scomparendo, stanno dissolvendosi sotto la spinta della massiccia, massificazione dei costumi: comportamenti di una società debole, condannata inesorabilmente alla folle corsa verso un triste ed irreversibile decadimento culturale Donde il diretto contrappasso dell'immane desio di Libertà, pre-cisa istanza purificatrice di spazio infinito e di grande speranza, indirizzata al cuore ed alla mente degli iniziati : coloro che Silenti, si autointerrogano Ossessivamente, soffrono, fremono, per almeno tentare il recupero concettuale del perché della vita e della morte, del perché della ragione del dolore e della gioia, del significato estremo del buio e della luce…
E fra gli iniziati, gli Artisti, i discepoli veri dell' Amore universale, che tutti affratella sotto un unico Padre Celeste.
Essi in prima linea, sempre, ovunque!
Pittori, scultori, musici e poeti, vati; pronti a precorrere i tempi ascoltando il lento respiro delle comete, pronti cioè a concertare la ciclopica sfida per la supremazia dell'essere sull' avere .
Angelo Cottone è nato scultore fra la ristretta schiera di questi fantastici eroi - gladiatori.
Anche e soprattutto perché nel suo costante impegno costruttivo, nell'incessante sua ricerca, predomina la trivalenza : "forma - equilibrio - silenzio ".
Angelo Cottone : mite, introverso, enigmatico, talvolta pure accigliato da un velo di malinconica e crepuscolare tristezza. Solo apparenza.
La sua autentica indole di guerriero audace, irruente e creativa, contemporaneamente generosa di grande altruismo, suol infatti riversarsi in tutta quanta prorompente energia, nelle precise forme di quei tali concepimenti dinamici, quelle tali sue " creature " , in cui ogni addendo anatomico è teso in una sorta di dualismo rappresentativo, tale cioè da ottenere fra le medesime fibre del modellato, l'esatta reciproca compensazione formale, atta all'approdo dell'equilibrio plastico.
Fisionomia e profilo espressivo dell’artista audace
Egli suol dunque misurarsi in prima persona con la viva materia, prescelta quale campo d'azione e le sue risposte, evocando puntualmente il ferreo destino di una tradizione culturale antica e mai scomparsa, molto agevolano l' espressione, interagendo tangibilmente sulle ali dell'invenzione espressionista.
In questo concetto basilare, stanno riposte e concentrate due ataviche doti : la contemporaneità ( l'Artista attento è fedele narratore della propria epopea ) e l'osservanza alla severa ed esigente lezione del passato; prerogative assolute che Angelo Cottone ha pienamente abbracciato con convincimento.
Qui è pure da intendere il conflitto interiore, eternamente in atto entro il suo sensibilissimo animo mediterraneo, la vera e propria sua inquietudine soggiogata dalle grandi ingiustizie, dal sopruso, dall'odio e dalla violenza dilaganti nel mondo, ormai divenuteci tristi ed abituali compagni di viaggio.
Angelo Cottone sa reagire. Suggellando una marcata impronta calligrafica, Egli permane in perfetta simbiosi simbolista con i canoni estetici dell'Arte vera e leggibile, rifiutando cioè l' astratta deformazione che taluni esperti conoscitori, oggi vorrebbero etichettare come espressione forbita d'avanguardia.
Perché il nostro Personaggio, innamorato nella bellezza e della armonia, è antico scultore dal talento vigoroso che gli permette di raggiungere opere di notevoli dimensioni, monumentali, ove appargono più evidenti, l’abile padronanza gestuale dell'intervento creazionale, l’accurata distribuzione analitica dei piani architettonici e la sorprendente mobilità prospettica dei volumi.
Creatore d' immagini ," pensate - scolpite ", vulcano in continuo fermento, interprete della figura nelle sue molteplici implicazioni e possibilità, Egli realizza e concepisce.
Nei ritratti dal vero, appare l’introspezione psicologica, resa efficace con rara luminosità verista grazie al sapiente dosaggio volumetrico che sa evidenziare i caratteri e la spiritualità del volto di un fanciullo, la crudezza della fatica quotidiana, l’impaginazione di un conflitto sociale.
Vaste a tale riguardo le testimonianze effettuate. Pur validissimo d'interesse oggettivo, l’insieme prezioso delle opere alterne che raccontano cento episodi, sempre comunque tratti da altrettante verità del comune vissuto.
Poi il segreto fascino di un nudo stagliato in assoluto candore. Dunque materia. Materia pulsante, avvincente, che suol trasformarsi allargandosi verso l’iperbole dell'esaltazione sino al divenire finale.
Angelo Cottone è presenza vigile, nell'incessante esercizio di scolpire, battere, incidere, scavare, con la padronanza degli elementi anatomici del soggetto trattato, per il senso esatto dello spazio, talvolta preludio di bassorilievo, talvolta ospite atteso di un'estrinsecazione Più acuta nell'effetto tridimensionale che con la sintesi abbia capacità di coesistere.
Accenneremmo ad un ampio e documentato itinerario, ad una decantata area intellettiva, promossa nelle evidenze che attendono il veloce comando dell'abilissima mano, perché dal profondo dell'animo umano, l'Arte comincia a risorgere ove termina la realtà. Ed è già poesia!
L'evoluzione scultorea e il plasticismo ceramico
Angelo Cottone ha consolidato nel tempo, un’evoluzione concettuale dedicata in esclusiva agli aspetti fondamentali della creatività, laddove Egli, lanciando la sfida con le ricerca continua, ha raggiunto e consolidato livelli espressionistici di notevole spessore culturale, fortemente connessi con le istanze esistenziali contemporanee.
Artefice primo di innumerevoli capolavori ambiti dal collezionismo pubblico e privato e fedele discepolo della valenza estetico formale della materia, plasmata a tutto tondo e deputata ad esorcizzare le più intense emozioni dell’anima, il Maestro polarizza un costante ed inarrestabile impegno professionale, profuso a piene mani in ogni singolo assunto.
In tal guisa, dalle sue abili mani e dal suo ingegno ellenico, si sviluppano opere importanti e significative, che raggiungono spettacolari testimonianze al già affermato percorso artistico.
Svettanti rilievi e rinnovate equazioni materiche riconducibili alla più acuta leggibilità interpretativa, aprono lo scenario su altrettanti cristalli di verità, in cui si fondono realtà e fantasia, armonia poetica e memorie, riflessioni e sogni.
Una dolce maternità, un volto di fanciulla, una danzatrice, un guerriero, si snodano nel lento trascorrere del tempo, fra le affascinanti sublimazioni coloristiche degli smalti ceramiche che dal verde smeraldo derivano agli azzurri, in un’inattesa sinfonia metafisica di immagini, unica ed irripetibile, capace di superare le barriere del tempo, laddove il pensiero di un uomo del nostro tempo si addentra nell’Infinito, nell’innata ed inestinguibile frenesia della conoscenza.
Torino, Marzo 2006 Aldo Albani critico d’arte
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Saggio Critico all’operato dello scultore Angelo Cottone,
a cura di Flora Tuminello,critico d'arte, scrittrice e giornalista
Si è da poco conclusa nella nostra città un’interessante collettiva, ospitata presso l’Atelier Ferrari, al cinque di Via Oldrado da ponte. Una rassegna scultoria di notevole espressività poetica, che ha avuto come protagonista un apprezzato grafico, incisore, e scultore. Angelo Cottone. “Scultura amica mia” è questo, infatti, l’incipit che apre una poesia dello stesso, e che rappresenta nel suo sintetico taglio il pensiero-manifesto di questo poliedrico artista mediterraneo. Artista di temperamento che ha voluto vivere d’arte in totale intimità, da indurlo a descriverla intimamente: “Le emozioni che racconto che modello, che incido, scolpisco, dipingo, sono attimi di vita profonda che tiro fuori e a cui incorporando e immortalando parte di me stesso. Alla materia io parlo, le scrivo, le racconto”. Da tale pathos estetico nasce un fatto d’arte di grande forza dove la materia e la massa creano, si trasformano in pura e dinamica elettricità. Le sculture cottoneane sono gravide di luci e anfratti che indagano, un’espressività emozionale celata, e quindi difficile da scoprire in altre forme. La scultura quindi, diventa pura capacità comunicativa, una sorte di confessione atea, ma partecipe su ciò che si è deciso di tacere, ma che non può essere secretato, solo il meccanismo del segno artistico può decodificare senza artificio e banalità le ombre più segrete di noi stessi. Tale verità è solo percepita, e per tale motivo l’opera scultoria vive in sostituzione di ciò che non si è potuto accettare, di ciò che non si può confessare. Il lato oscuro prende così vita nella luce pura della forma. Materia, carne, sangue, sono modellate nel bronzo nella terracotta. In un pezzo di vetro o marmo, o nel legno, non importa, sono solo mezzi, piegati, lavorati, spezzati al servizio del cuore e dell’anima.
È un ricercatore il Cottone, un indagatore dell’inconscio, che con eterna curiosità si spinge autenticamente a descrivere la vita, tanta vita, mai resa banale mai semplificata, ma chiamata col suo vero nome, contemporaneità, colta in un attimo rivelatore, sfuggente magari, ma luminosa nel suo significato primordiale.
Non vi è nulla di scontato nelle opere di quest’artista, ogni tratto quotidiano del vivere è trasfigurato nella e con la materia, per questo motivo non si può rimanere indifferenti di fronte a tanta esperienza interpretata solo e attraverso lo sguardo attento ad un passato maestro che non si può e non si vuole dimenticare. Una sorte d’autobiografismo pittorico, alla ricerca di sé e del mondo, poiché solo così si riesce ad essere sinceri umani.
Flora Tumminello, critico d'arte, scrittrice e giornalista
CRITICA E COMMENTI DI
Angelo Cottone, scultore di matrice espressionista che ha a suo carico riconoscimenti e consensi a livello nazionale, realizza creazioni di sicura originalità, ottenute con particolari procedimenti e temperature di cottura delle argille. Ceramiche smaltate con effetto di eccezionale luminosità metallica, rese con effetti plastici nella cura dei dettagli. Gruppi figurati realizzati in rilievo, scolpiti, incisi, con scavo materico di originale resa plastica. Volti di donna emergono dalla figura ovoidale, dalla massa rotondeggiante, raccolta, ad esprimere nello sbocciare della vita, sentimenti e desideri dell’anima.
Milly Bracciante Critico d'arte e giornalista presso La Sicilia di Catania
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Note di lode di Gian Battista Taddei (Poeta) per un grande scultore:
Uno scrittore crea le sue opere (racconto, novella, saggio o romanzo) con un suo linguaggio, quello a lui più consono, e che altri devono capire, se non addirittura interpretare o non condividere.
Il poeta usa un suo linguaggio di sintesi personale che si presta a interpretazioni varie.
Anche in questo caso il mezzo espressivo è la parola, fatta di convenzioni e di compromessi.
Uno scultore non ha bisogno di convenzioni e di compromessi, perché la sua opera è di un linguaggio fatto di forme che suscitano sentimenti ed emozioni ed è quindi privo di compromettenti parole.
Guardando le opere di Angelo Cottone non si commettono errori d’interpretazione perché esse vanno a scoprire direttamente quei codici indelebili dei canoni della Bellezza, riposti dall’alba del Mondo nel cuore dell’Uomo.
Il suo tratto è chiaro e deciso e senza niente di troppo, come Michelangelo, che sapeva sempre togliere il superfluo!
Sono per questo le sue opere comunicazione senza parole che si fa Comunione.
I suoi momenti d’ispirazione e di creazione sono del tutto simili a quelli divini, perché spesso le sue opere sono denuncia per correggere le storture della vita umana e, quando non è denuncia, sono quella meraviglia che calamita lo sguardo e che irradia il cuore di Bellezza, sempre rifiorente.
Tenendo presente tutta l’attività lavorativa del Cottone e considerando ogni sua opera un gruppo di note o una partitura musicale, ci si accorge facilmente che essa è come una sinfonia dai vari momenti.
Essi sono ora sublimi e allegri, per la bellezza delle sculture di donna e di altre figure, in atteggiamento d’estasi, d’amore e di preghiera, ora tristi e riflessivi per la lo strazio delle situazioni di guerra, ora grevi e faticosi per gli innumerevoli casi spiacevoli della vita e ora sereni e di gioia per rappresentare il sogno, le aspirazioni e le speranze.
Anche la Musica quindi, come la Scultura, è un‘Arte fatta di un linguaggio che va direttamente al cuore.
Angelo Cottone ha di sicuro, per quanto dianzi detto, un cuore colmo di celestiale armonia e i suoi righi musicali sono il ferro, il bronzo, la ceramica, la terracotta, la vetroresina e le note sono le sue sempre toccanti ed espressive forme.
Gian Battista Taddei, poeta ed esperto d’arte
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La sensibilità dell'artista nell'esprimersi dimostra un grande talento Realismo sulle sculture su modelli anatomici esteticità ed eleganzaChe gli permettono di dimostrare la maestria, e di scolpire gli ideali spirati, alle sue riflessioni Umanistico del suo essere, consolida nel tempo creatività sfidando.La ricerca esigente arricchisce le sue opere con accuratezza proiettandosi verso il futuro e l’ entusiasmo prevale a ravvivare le mani abilissimi di Angelo Cottone. Il linguaggio muto della scultura le da parola la dolcezza e il gioco di luce, La grazia,l'armonia, la coerenza di espressioni creatività architettonica tutto ciò ci permette di leggere ascoltare musica e immergerci nella Poesia Davanti alle sue sculture.
Caterina Abbate, poetessa
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Angelo Cottone, eccellente scultore passa indifferente dagli sbalzi in peltro, al ferro, al bronzo a composizioni in cemento. E se nei peltri è evidente una plastica figurazione senza supporto del colore, ci sembra che nel ferro si esprima con maggiore personalizzazione ed invenzione. Indubbiamente Angelo Cottone, ottimo disegnatore, si ispira a soggetti classici che poi altera con sospensione lirica e notevole forza narratrice ed un certo equilibrio architettonico attraverso un gioco di sovrapposti volumi.
Informazione Arte, giugno 1976.(Angelo Dragone, giornalista e critico d’arte)
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La vasta opera produttiva di Angelo Cottone, si è inserita con profonda creazione filologica di nuovi discorsi, nell'ambiente artistico scultoreo odierno. Sensibile alle trasformazioni che lo sviluppo tecnico e sociale vengono operando nella vita dell'arte, questo scultore, proteso verso la riscoperta delle immagini nelle loro articolazioni spaziali, tende ad unire in un assolo proteso ad una analisi umanitaria, varie tendenze, unite all'uso dei più svariati materiali.
(M. Francesco Marolla, critico d’arte)
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Le sculture, di Angelo Cottone. La profonda sensibilità di Cottone per i valori umani spinge l’autore alla illustrazione di momenti e vicende strettamente legati al quotidiano e che descrivano le tensioni di situazioni sempre vibranti di intensa spiritualità, che l'autore sa mettere in risalto attraverso un appropriato uso dei materiali, ed una pregnante trasposizione delle atmosfere. Le sue opere realizzate con incisiva e calibrata tensione emotiva, tendono a porre in evidenza una simbologia di stati d'animo attraverso la serrata sintesi volumetrica della materia.
Michelangelo Mazzeo)
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Cottone sia pure nel solco iconografico non manca di efficacia, grazie all'impiego della lastra metallica accortamente impiegata.
(Vittorio Bottino, critico d’arte)
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L’alta sensibilità per i valori umani porta questo autore ad illustrare i momenti di vita strettamente legati al quotidianità e che descrivono le vicende e le situazioni della nostra vita.
Fernando Trezzi (collezionista e critico d’arte)
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Le sculture di Angelo Cottone. I soggetti che egli tratta, emergono dalla materia con linee e forme piene di grazia, che spingono all'armonia ed alla serenità. L'affinità classica nell'affrontare e nel risolvere i problemi del linguaggio plastico, denotano in Cottone una consumata perizia nel ritrarre l'oggetto individuato. Il ricupero della tradizione, con accenti della materia che si fa calda e palpitante, si vivifica al contatto con una sensibilità e una cultura moderna. Consentendo ad una fervida fermentazione del movimento, l'artista indugia pure in ricerche, che vanno dall'impressionismo all'" art nouveau " del Novecento. Le scoperte virtù plastiche del ferro, tentate da Gonzales e da Gargallo, rivivono in Cottone con forme che serbano un gusto profondo dell'espressione. La scultura di Cottone da il senso dei ritmi plastici, che idoneamente si ricollegano ai movimenti sculturali del Novecento, da Manzù.
Giuliano Gennaro, critico d’arte
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Cottone, pur usando un linguaggio ed una tecnica moderna, sembra non allontanarsi dagli schemi e dai canoni classici di Fidia, Skopas e Prassitele tale e tanta è la potenza espressiva delle sue composizioni. Ci troviamo di fronte ad una originalissima interpretazione della grazia dei soggetto, dei pathos, della modulazione di piani che si evidenziano non solo in un gioco di luce, ma quasi in una illusione cromatica ».
C. Nastro, gallerista e collezionista
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Lo scultore Angelo Cottone La sua tendenza preferita è. e rimane, la scultura e molto si può dire su questa sua arte. Angelo Cottone la "sente" ed ogni lavoro dalle figure in cemento o ferro, agli sbalzi in peltro, ai dipinti; vi è lo scultore che racconta, che esprime con estrema coerenze interiore opere che diventano anche luce e colore, con qualsiasi materia siano forgiate ed il dialogo appare evidente. Saranno le mani. o lo scalpello, o la punta per incidere, o i pennello a dare vitalità alle immaini impregnandole di un umore tangibile per cui le opere assumono valori d'uno stato d'animo sensibilissimo diventando vivi e fulcrati.
Anita Ferrando, critico d'arte
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L'abilità di Cottone si evidenzia nelle opere scultoree, in esse c'è l'equilibrio classico con slanci e movimenti, che si ravvivano al gioco sapiente dell'ombra e della luce. I soggetti che egli tratta, emergono dalla materia con linee e forme piene di grazia che spingono all'armonia e alla serenità.
R. Campanella, Giornalista
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Cottone sente il modellato con forza e cerca con coscienza l'elemento compositivo plastico.
Dino Caruso, Maestro di Scultura e Docente
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