Pagina della Rivelazione
Le
intime emozioni nascoste che racconto, che
modello, che incido, che scolpisco, che dipingo, sono attimi e solo attimi, di
vita profonda che in un batter d'occhio tiro fuori e a cui
dò vita, incorporando e immortalando una parte di
me. Per un profano è difficile capirmi, ma per chi è illuminato di tanta
sapienza della cultura del creato è logico e
plausibile.
Nelle mie opere faccio vivere la materia, non
avvalendomi di valori cromatici, ma bensì delle masse,
masse che in qualche maniera mi stimolano a creare quelle composizioni
dinamiche che altrimenti non potrei creare, sprigionando le luci e le ombre,
che permettono di dare alla materia quelle forme mobili ed espressive di un
dire , di un fare, denunciando, a volte, un senso di vita non accettato.
Incline ai più svariati supporti
scultorei, adatto il pensiero alla materia, così da
dare maggiore espressività ad una materia inerte, facendola diventare,
nell'attimo della sua fattura, pura e vivente. Io le parlo, le scrivo, le
racconto, come se fosse un altro essere, così d'amalgamare la mia persona e
imprigionarmi nella materia stessa. Il tutto in un
contesto squisitamente estetico da cui nasce un avvincente fatto
d'arte, così da trasmettere le mie sensazioni a chi può comprendere il mio
operato.
Padrone e sapiente
delle mille tecniche del fare, trascuro quasi sempre,
se non mi è imposto, tutte le forme accademiche, lasciandomi trasportare
dolcemente, ma con forza, dalla gestualità del fare, tralasciando tutti i
successivi ripensamenti, che a mio dire sono "i peccati dell'artista". Ed
ecco che da un pezzo di marmo, da un pezzo di legno, da un pezzo di ferro,
da un pane di creta, nasce un volto, una figura, mille figure, insomma
nasce l'opera che dà ad ognuno di noi, in relazione
alla propria sapienza artistica, un sensibile richiamo al nostro
passato o, semplicemente, al nostro vivere contemporaneo.
Angelo Cottone