La scultura

di

Angelo Cottone

 

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Pagina della Rivelazione

 

Le intime emozioni nascoste che racconto, che modello, che incido, che scolpisco, che dipingo, sono attimi e solo attimi, di vita profonda che in un batter d'occhio   tiro fuori e a cui vita,  incorporando e immortalando una parte di me.  Per un profano è difficile capirmi, ma per chi è illuminato di tanta sapienza  della cultura del creato è logico e plausibile.

Nelle mie opere faccio vivere la materia, non avvalendomi  di valori cromatici,  ma bensì delle masse,  masse che in qualche maniera mi stimolano a creare quelle composizioni dinamiche che altrimenti non potrei creare, sprigionando le luci e le ombre, che permettono di dare alla materia quelle forme mobili ed  espressive di un dire , di un fare, denunciando, a volte, un senso di vita non accettato.

Incline ai più svariati supporti scultorei, adatto il pensiero alla materia, così da dare maggiore espressività ad una materia inerte, facendola diventare, nell'attimo della sua fattura, pura e vivente. Io le parlo, le scrivo, le racconto, come se fosse un altro essere, così d'amalgamare la mia persona  e imprigionarmi nella materia stessa. Il tutto in un contesto squisitamente estetico da cui nasce un avvincente fatto d'arte, così da trasmettere  le mie sensazioni a chi può comprendere  il mio operato.

Padrone e sapiente delle mille  tecniche del fare, trascuro quasi sempre, se non mi è imposto, tutte le forme accademiche, lasciandomi trasportare dolcemente, ma con forza, dalla gestualità del fare, tralasciando tutti i successivi  ripensamenti, che a mio dire sono "i peccati dell'artista". Ed ecco che da un pezzo di marmo, da un pezzo di legno, da un pezzo di ferro, da un pane di creta, nasce un volto, una figura, mille figure, insomma nasce  l'opera che  dà ad ognuno di noi, in relazione alla propria sapienza artistica, un sensibile richiamo al nostro passato o, semplicemente, al nostro vivere contemporaneo.

Angelo Cottone