La scultura
di
Angelo Cottone
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Motivazione tecnica dei materiali adoperati
Il Materiale adoperato: ferro, bronzo, terracotta, vetroresina, gesso, cemento, peltro, laminato metallico o quanto si voglia, all’apparenza non hanno nessuna funzionalità, ma la scelta ha un fine ben preciso sia per la facilità realizzativa del gioco delle masse e di conseguenza nella dinamica frastagliata del gioco delle luce e ombre ( dove la scultura pone le proprie basi ), sia nella funzionalità dinamica dell’opera o della presentazione di essa.
Così se il laminato di ferro ha le doti di duttilità e quindi la possibilità di realizzare forme sospese e svolazzanti nell’aria (forme che risulterebbero impossibile realizzarle con altri materiali), il gesso, il cemento o la terracotta, non sono altro che la finitura primaria dell’opera per poi a suo tempo essere passati in bronzo o altro materiale durevole nel tempo.
La vetroresina ha un fine ben preciso ed è quello di rendere leggera un’ opera scultorea e quindi più facilmente trasportabile, ma sopratutto, per gli altorilievi e i bassorilievi, è quella di renderli leggeri e quindi poterli incorniciare, come la pittura o la grafica, e appenderli alle parete.
Altro motivo valido, nella scelta del materiale, è quello di scegliere la sostanza che più si addice alla funzionalità oggettistica dell’opera che si vuole realizzare; ossia, tenuto conto che ogni materiale ha i propri limiti di malleabilità e quindi il modellaggio, bisogna che ciò non porti l’artista ad essere condizionato nella realizzazione delle varie masse angolati che formano l’opera scultorea nel suo insieme.