La scultura

di

Angelo Cottone

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Pagina della Biografia

 

       Angelo Cottone, è nato ad Adrano (CT), e vive ed opera in via Mazzini, 3 in Castagnole Piemonte (TO).

       Ha conseguito gli studi artistici presso l’Istituto  Statale d’Arte di Catania nel lontano 1965, ma già dal 1963 inizia a mettersi in luce con mostre collettive, prima presso la Galleria “Crociferi”, (fondata e resa operativa a Catania da lui e altri artisti amici) e in seguito ad Adrano e in altri comuni  della provincia.

       Trasferitosi in Piemonte Nel 1968, alterna la sua produzione alla diffusione culturale dell’arte figurativa presso Enti Pubblici e Associative, ed è per questo che nel 1976 fonda l’Associazione “Spazio Arte” dove, in veste di coordinatore artistico ha promosso fino ai giorni d’oggi moltissime iniziative artistiche – culturali. e sempre nello spirito innato di artista divulgatore, nel 2004 ha anche dato vita ad un Studio  Artistico “Art Point” formato da Artisti di rilevante notorietà di varia provenienza  geografica.

       Il suo operato è contraddistinto dall’uso di diversi materiali e di conseguenza della tecnica applicativa di essi, in periodi ben precisi della sua vita produttiva: infatti  nei primi anni    usa frequentemente il cemento, il gesso e la cera in quanto materie povere ed economiche; Opera simbolo di questo periodo è un pannello in cemento di cm. 80 x 100, raffigurante la Pietà per poi passare nel periodo 1968 al 1980, anche se con piccoli alternanze al materiale povero,  al laminato ferroso, di rame, di alluminio, di peltro, di argento e oro; Opere significative di questo periodo sono il “Volto di Cristo” e la “Crocifissione con le Donne Pie” in lamiera di ferro e il pannello di cemento“l’Ipocrisia” di cm 200 x 200.

 Dal 1980 al 2000 esegue le sue opere prevalentemente in vetroresina, vedi la “Grande Emigrazione” pannello in vetroresina di cm. 100 x 40, e dopo il 2000 si concentra sopratutto alla creatività della ceramica artistica.

       In ogni caso, indipendentemente dal periodo, molte opere commissionate per gli Enti Pubblici e non, sono state realizzate in fusione di bronzo o alluminio, come il “Gesù Risorto” per la Chiesa di Prabernasca di Rivalta e il pannello a “Sandro Pertini” per l’omonimo Teatro di Orbassano.

       L’uso di diversi materiali, è sinteticamente motivato dall’autore in relazione alla tematica, ai fini, alla disciplina e all’eventuale luogo di sistemazione, ed è per questo motivo che nel primo periodo ha molto usato la  terracotta, il cemento, il gesso, la cera in quanto materie povere, mentre il laminato di ferro, ottone e rame perché duttile e perciò indicato alla realizzazione di opere sospese nello spazio, il laminato di peltro, argento e oro per la tecnica dello sbalzo, la vetroresina perché leggera e pertanto facile da trasportare e posizionare, la ceramica artistica e naturalmente le fusione in  bronzo o altra lega per le opere di definita collocazione.

       Ma ciò che caratterizza e che tuttora  influenza la sua produttività artistica è l’alternarsi di momenti ora di “luce”, ora di “ombra” entrambi riflessi in una attenta lettura del suo operato.

       I momenti cosiddetti  di luce sono i periodi che vanno dal 1960 al 1968, dal 1974 al 1979, dal 1981 al 1994 e dal 2000 ai giorni d’oggi.

       Il primo periodo è caratterizzato dal sprono scolastico ma sopratutto dalle varie esposizioni che lo inducono a realizzare (sebbene in fase evolutiva) moltissime opere di valore estremamente creative, ma rivolte sempre alla ricerca della tecnica, della forma, della materia e della tematica.

       Nel secondo periodo, oltre ad aver allestito nella Città di Adrano due sue Mostre Personali e altre a Torino e provincia, gli sono stati attribuiti moltissimi riconoscimenti meritevoli, come la Grolle dell’Arte di Saint Vincent, il Premio Centro Parete e il Premio di Informazione Arte a Torino, l’Oscar Internazionale  dell’Arte a Milano e altri ancora, facendo da preambolo alle varie opere  commissionate.

       Il terzo periodo (1980-1994) è caratterizzato da varie commesse.

       Infatti a questo periodo risalgono i busti cimiteriali e le opere atee o religiose per  i Comuni di Volvera, Orbassano, Rivalta, vedi la Crocifissione con le Donne Pie per la Chiesa del Sacro Volto di Gerbole di Volvera, il Gesù Risorto per la Chiesa di San Giuseppe presso Prabernasca di Rivalta di Torino, per poi passare al pannello della Famiglia nell’atrio del Palazzo Municipale di Rivalta, alla Targa a Sandro Pertini per l’ingresso del Centro Culturale e  Teatro di Sandro Pertini di Orbassano, alla Fontana nella Villa Del Sig. Catalano.

       Rilevante è stata anche la creazione e fattura dei vari Trofei per i concorsi di Arti Figurative gestite e curate dall’Associazione Spazio Arte.

       Dall’anno 1979 in poi Cottone non partecipa più alle rassegne competitive ma si limita a esporre le proprie opere in occasione delle Rassegne organizzate dall’Associazione Spazio Arte  o da altre associazioni o Enti o semplicemente in collettive o personali allestite privatamente dallo stesso o da altri.

Il quarto periodo è caratterizzato, da una massiccia produzione scultorea e di avere intrapreso la disciplina  della ceramica artistica con una tecnica del tutto riservata e personale, ma soprattutto dalle varie esposizioni in Mostre Personali e in Collettive, vedi le personali presso i locali Comunali della Città di Adrano, o quelli presso il Castello dei Duchi di Santo Stefano a Taormina.

       I momenti di “ombra” invece, se da un lato hanno rallentato la produttività hanno contribuito ad approfondire l’analisi della performance artistica, così da portarlo alla denuncia o semplicemente alla rappresentazione di squarci di vita sociale, politica e bellica della gente del mondo.

   Tutta la sua produzione si alterna fra la forma figurativa e classica a quella prettamente metafisica, quasi informale voluta per l’immediata creazione della forma, dove le forme umane o prospettiche sono sintetizzate per dare quei giochi di luce e ombra, tanto amate dall’autore.

   Il Figurativo Classico è in genere condizionato dalla richiesta del cliente che ha commissionato l’opera o semplicemente per necessità dimostrativa.

       La sua creatività formale si distingue in più fasi che caratterizzano i vari periodi della sua vita.

       Così alle forme tozze e fortemente informali del periodo giovanile passa alla forma  esile e slanciata dove si accentua il realismo, sebbene i tratti somatici delle figure risultano molto sintetizzati.

       Ma le forme che caratterizzano il soggetto si diversificano anche in base al materiale utilizzato, ad esempio quando l’opera viene eseguita in lamina di ferro o altro materiale affine,  data la limitata malleabilità  della materia, le luci e le ombre si evidenziano maggiormente, mentre vengono a mancare i profili classici.